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    May 31

    LE DUE PECCATRICI

     9bejhi

    Due donne si recarono da un saggio, che aveva fama di santo, per chiedere qualche consiglio sulla vita spirituale.Una pensava di essere una grande peccatrice.Nei primi anni del suo matrimonio aveva tradito la fiducia del marito. Non riusciva a dimenticare quella colpa, anche se poi si era sempre comportata in modo irreprensibile, e continuava a torturarsi per il rimorso.La seconda invece, che era sempre vissuta nel rispetto delle leggi, si sentiva perfettamente innocente e in pace con se stessa. Il saggio si fece raccontare la vita di tutte e due. La prima raccontò tra le lacrime la sua grossa colpa. Diceva, singhiozzando, che per lei non poteva esserci perdono, perché troppo grande era il suo peccato.La seconda disse che non aveva particolari peccati da confessare. Il sant'uomo si rivolse alla prima: «Figliola, vai a cercare una pietra, la più pesante e grossa che riesci a sollevare e portamela qui».Poi, rivolto alla seconda: «E tu, portami tante pietre quante riesci a tenerne in grembo, ma che siano piccole». Le due donne sì affrettarono a eseguire l'ordine del saggio. La prima tornò con una grossa pietra, la seconda con un'enorme borsa piena di piccoli sassi. Il saggio guardò le pietre e poi disse: «Ora dovete fare un'altra cosa: riportate le pietre dove le avete prese, ma badate bene di rimettere ognuna di esse nel posto esatto dove l'avete presa. Poi tornate da me». Pazientemente, le due donne cercarono di eseguire l'ordine del saggio. La prima trovò facilmente il punto dove aveva preso la pietrona e la rimise a posto. La seconda invece girava invano, cercando di ricordarsi dove aveva raccattato le piccole pietre della sua borsa. Era chiaramente un compito impossibile e tornò mortificata dal saggio con tutte le sue pietre. Il sant'uomo sorrise e disse: «Succede la stessa cosa con i peccati. Tu», disse rivolto alla prima donna, «hai facilmente rimesso a posto la tua pietra perché sapevi dove l'avevi presa: hai riconosciuto il tuo peccato, hai ascoltato umilmente i rimproveri della gente e della tua coscienza, e hai riparato grazie al tuo pentimento. Tu, invece», disse alla seconda, «non sai dove hai preso tutte le tue pietre, come non hai saputo accorgerti dei tuoi piccoli peccati. Magari hai condannato le grosse colpe degli altri e sei rimasta invischiata nelle tue, perché non hai saputo vederle».
    9bejhi

     

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    May 27

    Brano tratto dal libro "mal di pietre" di Milena Agus

    " Certe volte ho pensato che il Reduce, nonna, non la amasse. Non le aveva dato il suo indirizzo e lui sapeva dove abitava e non le aveva mai neppure mandato una cartolina, magari firmandosi con un nome femminile, nonna la sua scrittura l'avrebbe riconosciuta per le poesie che aveva conservato. Il Reduce non voleva rivederla. Anche lui aveva pensato fosse pazza e aveva avuto paura di trovarsela un giorno sulla scaletta di casa, o nel cortile, ad aspettarlo con qualunque tempo, sotto la pioggia, nella nebbia, o colante di sudore se fosse stata una di quelle estati afose di Milano senza vento. O invece no. Magari era davvero amore e non voleva che lei commettesse la follia di lasciare per lui tutte le altre cose del suo mondo. E allora perchè farsi vivo e rovinare tutto? Comparirle davanti e dirle : 'Eccomi, sono la vita che avresti potuto vivere e non hai vissuto'. E metterla in croce, povera donna. Come se non avesse sofferto abbastanza, lassù nel granaio, a tagliarsi le braccia e i capelli, o nel pozzo, o a fissare il portone in quei famosi mercoledì. Eper fare un sacrificio del genere, di togliersi di mezzo per il bene dell'altro, lo devi amare davvero."
     
     
     
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    May 15

    "Mi piaci quando taci" di Pablo Neruda

     
     
     
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    Mi piaci quando taci perché sei come assente,
    e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
    Sembra che gli occhi ti sian volati via
    e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.

    Poiché tutte le cose son piene della mia anima
    emergi dalle cose, piene dell'anima mia.
    Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
    e rassomigli alla parola malinconia.

     

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    Mi piaci quando taci e sei come distante.
    E stai come lamentandoti, farfalla turbante.
    E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
    lascia che io taccia col tuo silenzio.

    Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
    chiaro come una lampada, semplice come un anello.
    Sei come la notte, silenziosa e costellata.
    Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.

    Mi piaci quando taci perché sei come assente.
    Distante e dolorosa come se fossi morta.
    Allora una parola, un sorriso bastano.
    E son felice, felice che non sia così.

     

     

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    May 14

    sogni

     
     
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    “C’era una ragazza che, ogni notte, guardava la luna. In quell’occhio del cielo dai riflessi d’argento le pareva di intravedere il profilo di un giovane sconosciuto. O forse era solo il riverbero misterioso di un sogno. La ragazza aspettava e sospirava.
    Nell’altra parte del mondo, c’era un giovane che, ogni notte, guardava la luna. Su quel pallido schermo gli pareva di vedere il profilo dolce e seducente di una ragazza. Il giovane era un provetto arciere.
    Così, una notte, incoccò la sua freccia più resistente e veloce sull’arco, lo tese con tutte le sue forze e mirò al volto placido della luna. La freccia, dura come l’acciaio e rapida come il lampo, colpì la luna e ne staccò un frammento. Cadendo, il frammento si spaccò in due parti. Una cadde in grembo alla ragazza, l’altra ai piedi del giovane arciere. Tutti e due si legarono al collo, come un gioiello, il frammento di luna. Si incontrarono poi? Forse.
    Ma noi tutti, esseri umani, siamo come loro ed erriamo per il mondo portando ciascuno con sé la metà di un sogno.”

                               bruno ferrero  

     

          

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    May 06

    UNA NAVE IN PORTO

     

    Un pomeriggio il cuore gli disse che lui era felice: "Anche se ogni tanto mi lamento" diceva il suo cuore "lo faccio perché sono il cuore di un uomo e i cuori degli uomini sono cosi': hanno paura di realizzare i sogni più grandi, perché pensano di non meritarlo, o di non riuscire a raggiungerli.
    Noi, cuori, siamo terrorizzati al solo pensiero di amori che sono finiti per sempre, di momenti che avrebbero potuto essere belli e non lo sono stati, di tesori che avrebbero potuto essere scoperti e sono rimasti per sempre nascosti nella sabbia.
    Perché, quando cio' accade, noi ne soffriamo intensamente."
    "Il mio cuore ha paura di soffrire" disse il ragazzo all'Alchimista, una sera in cui guardavano il cielo senza luna.
    "Digli che la paura di soffrire e' assai peggiore della stessa sofferenza.
    E che nessun cuore ha mai provato sofferenza quando ha inseguito i propri sogni, perché ogni momento di ricerca e' un momento di incontro con Dio e con l'Eternità'".
    “Una nave in porto è al sicuro, ma non è per questo che è stata costruita"

    (tratti da: L’alchimista e- Il cammino di Santiago di Paulo Coelho )
     
     
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